Il futuro: pompe di calore, solare e sistemi ibridi
È ormai innegabile che il settore della caldaia stia andando in soffitta, rispetto ai numeri che in Italia venivano espressi qualche anno fa, soprattutto in relazione all’entrata prepotente nel mercato delle pompe di calore e dei sistemi ibridi.
Da un punto di vista strettamente tecnologico la caldaia, grazie all’ingresso delle caldaie a condensazione, si è aggiunto qualcosa sul lato dell’efficienza, ma è soprattutto la collocazione nel sistema impianto a essere cambiata.
Ne è stato miglioramento il rendimento tramite una forma di recupero dell’energia termica che prima andava dispersa nei camini tramite il vapore e che oggi invece viene appunto recuperata attraverso il circuito di condensazione.
L’introduzione, nel 2015, dell’obbligo di installazione di Caldaie a condensazione ha messo i produttori nelle condizioni di proporre un mercato di sostituzione, una grande opportunità di fare Business ma anche di poter apprezzare una tecnologia da parte dell’utente finale in quanto con la semplice sostituzione della caldaia si trovava a spendere meno per il gas necessario al riscaldamento. Poteva anche vantare un’attenzione ambientale significativa, in un’epoca in cui qualsiasi forma di riduzione delle emissioni e di diminuzione del consumo di combustibili fossili era, ed è, decisamente importante.
Perché l’importanza delle caldaie ha iniziato a venir meno?
Gli impianti di riscaldamento hanno sempre svolto la funzione di rendere la propria casa, nel periodo dalla fine dell’autunno all’inizio della primavera, un ambiente confortevole e dare alla vita della famiglia una sicurezza dei propri ambienti attraverso il vecchio sistema dei radiatori, che hanno vissuto da protagonisti la grande rivoluzione del riscaldamento domestico alla portata di tutti.
Ad un certo punto però l’importanza di questo prodotto ha iniziato a venir meno quando la tecnologia, gli Incentivi e l’interesse internazionale ha mostrato grande attenzione verso la necessità di avere una diminuzione di costi di GESTIONE, un minore consumo di energia primaria e allo sfruttamento complementare di risorse rinnovabili.
Le caldaie a condensazione nei sistemi ibridi
Proprio per i motivi citati sopra, il mercato ha iniziato a diminuire l’interesse verso la caldaia come unico elemento di gestione della capacità di produrre calore: la sua unidirezionalità verso il caldo l’ha resa meno interessante rispetto ai sistemi inverter delle Pompe di Calore.
Ad un certo punto un settore intero, quello dei produttori di caldaie e di tutti gli installatori e manutentori collegati, ha cercato una soluzione che permettesse di rimanere nel mercato e di non essere marginalizzati rispetto ad altri player che avanzavano.
Abbiamo vissuto un momento in cui ci si poneva davanti il rischio di estinzione per molte società e produzioni, anche di carattere internazionale che da lavoro a migliaia e migliaia di persone.
La svolta
Ma la svolta c’è stata, ragionando sull’integrazione dei due sistemi. Da un lato una tecnologia estremamente conosciuta e affidabile e dall’altra una che era meno nota ai produttori di caldaie.
Stiamo parlando dei sistemi ibridi, una delle combinazioni più in voga negli ultimi anni, una interazione e sinergia fra caldaia e pompa di calore che sfrutta la soluzione a minore impatto energetico quando richiesto, le fa convivere quando necessario per la produzione delle calorie di cui l’ambiente ha bisogno, ma alla base sceglie sempre quella più efficiente.
ATTENZIONE, personalmente non ritengo che sia la strada sempre più corretta in quanto troppo spesso il sistema Ibrido viene utilizzato come “paracadute” per evitare errori di calcolo in fase di progettazione, ma in casi specifici può avere il suo reale beneficio.
Valutazioni che personalmente eseguo sempre caso per caso, analizzando ogni volta quelli che sono i punti di partenza di una esigenza e dove l’utente finale vuole arrivare con l’intervento.
Tornando a noi, come può il sistema rilevare la sua reale convenienza di funzionalità?
Ovviamente la tecnologia ci viene in soccorso, attraverso una centralina che rilevando la capacità delle pompe di calore di acquisire energia termica a basso costo dall’ambiente evita di ottenere l’energia termica con il consumo di energia primaria da combustione e così non aziona la caldaia.
Caso opposto invece, quando la pompa di calore non ha energia termica da scambiare per l’obiettivo (all’abbassarsi della temperatura esterna oltre certi parametri che vengono fissati in fase di avviamento dell’impianto) fa uno switch verso la caldaia.
Anche questi sistemi quindi hanno favorito una trasformazione, ancora in corso, del mercato impiantistico, in quanto hanno permesso di ottenere risparmi energetici e di impattare positivamente nell’ambiente.
Questo risultato ha portato i vari Governi, e nello specifico in Italia, a definire che questa tecnologia fosse meritevole di incentivazione.
Questo ha messo in moto un movimento importante, dei produttori di caldaie, verso produttori di Pompe di calore creando diverse sinergie tra aziende e in altri casi vere e proprie acquisizioni di Società.
Quali sono i motivi che spingono le aziende ad avere sempre maggiori competenze sulle Pompe di calore?
Sono due i motivi che spingono le aziende ad avere sempre maggiori competenze sulle Pompe di calore:
- da un lato l’obbligo del legislatore ad avere un sistema Factory-Made quindi un prodotto “unico e certificato” fatto da due componenti appunto (la Caldaia a condensazione e la Pompa di calore)
- dall’altro nel proporre al mercato un prodotto finito sempre più performante nei rendimenti e nell’utilizzo da parte del Cliente.
Questa grande pressione sulle produzioni causata dall’enorme mole di lavoro innescato dagli Incentivi, sta rendendo vita difficile alle produzioni, dove la disponibilità del materiale continua ad essere insufficiente rispetto a una domanda in continua crescita.
Le Pompe di calore e il circuito frigorifero
Il sistema ibrido ha però generato un grande caos nelle fasi iniziali (e a mio avviso ancora oggi) per l’installatore/manutentore di caldaie.
È arrivata per loro una tecnologia ignota, il ciclo frigorifero. Lo specialista di caldaie non ha mai avuto a che fare con un fluido termoportante che non fosse l’acqua e quando si parla di gas, per lui è gas combustibile e non gas refrigerante.
Scambiatori di calore, evaporatore e condensatore, comprensioni di tipo meccanico e di tipo termotecnico… imbarazzi costanti e frequenti a cui il settore non era pronto e non voleva “piegarsi” nelle fasi iniziali.
Per non parlare di importanti investimenti aziendali per aggiornare le proprie competenze, ma anche per aggiornare gli strumenti di lavoro e per allineare l’azienda nelle certificazioni e normative di riferimento.
Novità imposte da vari fattori, di cui però il mercato si sta adattando con grande velocità e le soluzioni ad oggi non mancano.
È vero anche che, se non ci fossero oggi gli Incentivi statali, questo fermento di mercato non esisterebbe. Questa rapidità non sarebbe mai nata e probabilmente anche le varie tecnologie non avrebbero avuto questo appeal verso l’utente finale. Infatti in alcuni settori, dove non sono presenti benefici fiscali di rilevanza, è molto più lento il rinnovamento tecnologico degli impianti.
Colpo di coda del solare termico
Anche questo un mercato che sembrava riposto in soffitta, con numeri in continuo calo e produttori che si sono messi ad implementare i cataloghi in ogni modo pur di sostenere i numeri dell’azienda.
Ma sempre grazie agli incentivi, l’integrazione dei sistemi con fonti energetiche rinnovabili è diventata oramai un’abitudine.
È una soluzione spinta dagli incentivi fiscali, che io non amo particolarmente ma che come anticipato precedentemente, ne parlo in fase di consulenza e che merita di volta in volta un approfondimento in base al caso che ci si pone davanti.
Il solare termico, una soluzione di utilizzo dell’energia solare che, rispetto al fotovoltaico, lo rende applicabile su contesti dimensionali dal più piccolo al più grande senza grosse difficoltà, perché l’accumulo di energia termica in appositi boiler si sposa bene con la minimizzazione del lavoro della caldaia e della pompa di calore.
Solare con costi vicini a quelli di un fotovoltaico
Anche qui però è d’obbligo ricordare, che senza gli Incentivi statali questa tecnologia ha dei costi che oramai sono molto vicini ad un impianto fotovoltaico (per un’abitazione media di 4 persone) e che quindi non la rende una soluzione sempre utile allo scopo finale.
A fronte di quanto detto, è normale che nel mercato ci sia grande caos. Una enorme domanda che incontra una altrettanto enorme mole di offerta. E spesso non proposta da professionisti competenti ma da “commerciali” che sono atterrati nel settore da pochi anni (o peggio mesi) e che cavalcano l’onda della bolla di mercato senza grande interesse al risultato finale.
Lo scopo finale?
Ricevere una consulenza per effettuare un investimento (il tuo impianto) che ti dia un comfort abitativo ottimale ogni giorno dell’anno, un impianto efficiente nei consumi e che abbia un rientro economico rapido grazie al risparmio energetico (e agli Incentivi statali) ottenuto nell’uso degli impianti.



